Filo di Scozia | Dizionario dei Tessuti

Quando si parla di Filo di Scozia facciamo generalmente riferimento a fili cucirini o fili per maglieria di elevata qualità. Per la precisione è un tipo di filato a due fili ritorti, che vengono lavorati per eliminare la peluria e mercerizzati per renderli più resistenti. Ha un aspetto molto lucido e brillante e viene utilizzato per realizzare in particolare capi di abbigliamento intimo. E’ molto simile alla seta, proprio per via della sua lucentezza, ed è molto fine e pregiato. Scopriamo insieme tutte le caratteristiche tecniche del Filo di Scozia e come utilizzarlo.

Filo di cotone

gomitoli colorati filo di scozia

Il Filo di cotone Scozia viene prodotto con le migliori fibre di cotone, generalmente di provenienza egiziana. Questo cotone a tiglio lungo, proveniente dall’Egitto, prende il nome di Makò. Il nome Filo di Scozia deriverebbe invece dal processo di mercerizzazione del cotone, sperimentato per la prima volta proprio in Scozia nella fabbrica J&P Coats di Paisley. In realtà questo processo fu ideato anni prima, ma solo in Scozia venne applicato al cotone.

Il cotone egizio Makò si produce nell’alto Egitto, lungo le rive del Nilo. La sua fibra è lunga circa 30 mm; c’è da dire che l’aspetto pregiato del cotone sta proprio nella lunghezza della sua fibra, più è lunga e più è alto il suo valore. Il nome Makò deriva dall’omonima località egizia. Intorno ai primi anni del 1800 fu un francese che lo scoprì all’interno di un giardino di un governatore egiziano, che ne importò alcune piante dall’Etiopia. In poco tempo il filo di Scozia fu venduto e diffuso in tutto il mondo. Ancora oggi questo nome è sinonimo di qualità e durata nel tempo.

Il fiocco di cotone Makò ha un tipico colore rosato. La finezza è pari a circa 12-14 micron, che lo rende molto soffice e gradevole sulla pelle. Ovviamente esistono diverse varianti di questo cotone, con una lunghezza superiore perfino a 33 mm.

 

Questo cotone viene sottoposto ad un doppio processo di mercerizzazione, processo che prende il nome dal suo ideatore, l’inglese John Mercer. Chimico e studioso delle fibre tessili, brevettò negli Stati Uniti d’America il trattamento della cellulosa con soda caustica. Fu così che nacque la mercerizzazione del cotone

Caratteristiche tecniche Filo di Scozia

Il Filo di Scozia veniva importato fin dalla seconda metà dell’800 dall’Inghilterra, paese specializzato nella lavorazione del filo di cotone. Il titolo del filato varia notevolmente secondo la destinazione d’uso dei capi confezionati. Con questo materiale vengono realizzati soprattutto calzini da uomo, biancheria intima e magliette sia da uomo che da donna; questo perché è anallergico, morbido, antibatterico, traspirante e perfetto per tutte le stagioni. 

E’ un filo molto morbido e lucente, irrestringibile e indeformabile, soprattutto se viene sottoposto al trattamento sanfor che ne stabilizza le dimensioni. Inoltre favorisce la traspirazione della pelle e l’assorbimento dell’umidità, caratteristica principale del cotone. Il fatto di essere una fibra naturale lo rende perfetto anche per la creazione di capi per bambini. 

Vantaggi

  • morbido
  • confortevole
  • traspirante
  • assorbente
  • resistente
  • lucido e brillante
  • anallergico
  • antibatterico
  • facile da tingere

Svantaggi 

  • non presenta svantaggi

Scopri il bellissimo Filo di Scozia a marchio Panini Natural: colori brillanti, massima resistenza, morbidezza al tatto, certificazione oeko-tex e tanti campi di applicazione. Scopri di più leggendo anche Phylum | Scopri il nostro filo per uncinetto

Il nostro filo di cotone di Scozia è disponibile in 3 differenti titoli:

Non conosci le differenze titoli dei filati? Leggi anche il nostro articolo Titolazione dei Filati | Cos’è e come si calcola per comprendere al meglio le differenze fra i vari filati.

Per saperne di più:

 
  • TECNOLOGIE APPLICATIVE AI MATERIALI E AI PROCESSI PRODUTTIVI: TESSILI, ABBIGLIAMENTO E MODA, prima edizione 2014 – Casa editrice San Marco Srl, Cosetta Grana.
  • FIBRE, TESSUTI E MODA: STORIA, PRODUZIONE, DEGRADO, RESTAURO E CONSERVAZIONE a cura di Enrico Pedemonte 2012 by Marsilio Editori Spa.
  • L’INVENZIONE DELLA MODA: LE TEORIE GLI STILISTI LA STORIA – Massimo Baldini, Armando editore 2005.
 

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