Filatura | Scopri come funziona

Vuoi saperne di più sul mondo dei filati? In questo articolo vi parliamo delle varie tecniche di filatura e la storia di questa pratica tanto antica, analizzando anche le varie differenze fra le tipologie di filati. Scopriremo infatti quando nasce la filaturacome avviene la filatura della lana e tante altre curiosità sul mondo dei filati.  Leggi anche l’articolo Titolazione dei Filati | Cos’è e come si calcola, per saperne di più sul significato del titolo dei filati.  

Storia della filatura

Filatura cosa vuol dire? Quando parliamo di filatura si intendono tutta una serie di operazioni che partono da una massa disordinata di fibre per portare ad un insieme di una certa lunghezza chiamato filato

Quando nasce la filatura? Si dice che la filatura sia nata già dai tempi in cui l’uomo lavorava le pelli d’animale lanuti: come fosse un passatempo l’uomo primitivo iniziò ad attorcigliare la pelliccia scoprendo che si trasformava in filo. A parte le mani, il primo strumento utilizzato per torcere le fibre era il fuso (detto anche rocca), caratterizzato da un bastoncino in legno infilato in un tondino forato. Questo strumento è stato usato fino al 1900 circa, nonostante fossero già state inventate delle macchine per realizzare la filatura

Viene chiamato fuso per lana proprio per via della sua forma affusolata e il fatto che fosse poco ingombrante permetteva l’utilizzo di questo strumento ovunque, in particolare per le donne che pascolavano il gregge e lo utilizzavano nei momenti di stallo del bestiame: questo aspetto ha fatto sì che restasse in uso molto a lungo. Con il fuso a mano il lavoro era davvero molto lento e scandiva le giornate di donne e bambini. La produzione però era piuttosto esigua e si presentò ben presto la necessità di velocizzare il lavoro di filatura. Difatti, nel medioevo, venne inventato un macchinario per filare che si azionava attraverso un pedale, chiamato filatoio.

Filatura

Foto fonte Pinterest

In natura esiste un solo filo che non sia discontinuo, ed è il filo di seta. Tutti gli altri devono essere filati per trasformare fiocchi e fibre in un filo omogeneo e continuo. Il filato viene ottenuto dalla torsione di fibre discontinue corte.

Il filo di seta si ottiene unendo più filamenti dei bozzoli. 

Le fibre chimiche vengono prodotte sotto forma di filamenti per mezzo di estrusione e possono essere usati allo stesso modo della seta o tagliati in fibre corte come quelle naturali. 

Come avviene la filatura? Per filatura lana intendiamo tutta una serie di operazioni che trasformano le varie fibre in filato. Avendo le fibre provenienza differente, le operazioni di filatura variano a seconda della materia prima. Il filato di lana o altre fibre è il risultato di tutte le procedure di filatura.

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Vediamo nel dettaglio alcuni termini specifici riguardanti la filatura:

La filatura delle fibre discontinue viene effettuata attraverso diverse operazioni:

Cernita – serve a scegliere (a volte manualmente) le fibre che vengono poi raggruppate per categoria.

Apertura – apertura dei fiocchi per far sì che riprendano l’aspetto naturale.

Battitura – operazione che appiattisce le fibre attraverso l’utilizzo di rulli meccanici. Serve ad eliminare le ultime impurità.

Cardatura – è un’operazione chiamata così perché anticamente veniva realizzata usando spine di cardi. Oggi, invece, viene realizzata meccanicamente attraverso cilindri uncinati che grattano la superficie delle fibre. In questo modo si creerà una sorta di lanugine, riducendo la tovaglia ad un velo che verrà poi tagliato in nastri, i cosiddetti nastri di carda. I nastri vengono tirati e ritorti, quindi pronti per la filatura

Pettinatura – si tratta di un’operazione applicata esclusivamente alle fibre più lunghe. Questo processo ha lo scopo di allineare le fibre lisciandole.

Stiratura – operazione che serve a rendere più regolare il nastro di carda.

Finissaggio – è un’operazione di finitura e consiste nel lavaggio, candeggio o tintura del filato. 

Imbozzimatura – processo che consiste nel rivestire i filati con amidi o cere, allo scopo di irrobustire il filato. Questa tecnica si applica solo sui filati di ordito, per renderli resistenti nella fase di tessitura. Alla fine viene effettuato un lavaggio che elimina il prodotto di rivestimento. 

Differenze fra filatura di fibre lunghe e filatura di fibre a filo continuo

Le fibre più lunghe, dopo l’apertura. la pulitura e la battitura, sono sottoposte ad una operazione di allineamento per ottenere un nastro di cardo pettinato detto TOP, da cui si otterrà il filato che si presenterà più liscio e forte. Le fibre a filo continuo, invece, hanno una filatura più semplice, che consiste nella torsione di più filamenti. 

Tipologie di filati

Ora che abbiamo compreso come funziona la filatura analizziamo le varie tipologie di filati.

Foto fonte Pinterest
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  • Filati pettinati – si presentano piuttosto fini, hanno una superficie liscia e regolare mantenendo buona resistenza. 
  • Filati cardati – sono molto morbidi, voluminosi ed hanno la superficie leggermente pelosa.
  • Filato unico – è ottenuto dalla torsione del nastro di fibre.
  • Filato ritorto semplice – si ottiene dalla torsione di due o più capi ai quali è necessario imprimere una torsione inversa a quella ricevuta: in questo modo si creerà un filo molto più forte e resistente. 
  • Filato ritorto composto (detto anche cablé) – unisce in un filo solo due o più fili già ritorti.
  • Filati ad anima – sono filati avvolti a spirale che ricoprono un’anima di materiale differente. Generalmente nei filati cucirini l’anima è in fibra sintetica rivestita da un filato semplice, per evitare il surriscaldamento nella fase di cucitura. Un altro esempio può essere un filato realizzato in fibra diversa dal rivestimento, che viene poi eliminata chimicamente per creare un filato particolare. 

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Arrivederci al prossimo articolo,

Antonella 💛

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