Juta | Dizionario Panini Tessuti

La Juta (JU) detta anche canapa di Calcutta (proprio perché simile alla canapa) proviene da una fibra ottenuta da un arbusto (corchoru) che si presenta proprio simile alla canapa, pur non avendone lo stesso odore ed essendo priva di elementi stupefacenti; appartiene alla famiglia delle Liliacee, coltivata nell’India, nella Cina e nell’America. I fusti possono raggiungere anche i 4 metri e la lavorazione per ottenere il filato, comporta la stessa operazione di macerazione come per il lino. La Juta Indian è la più pregiata. La filaccia è formata da filamenti lunghi 2-3 metri formati da fibre di 2-5 millimetri. Il colore varia dal bianco al giallo per le qualità migliori e bruno per quelle più scadenti.  Le qualità superiori vengono usate per filati fini che vengono poi utilizzati in mischia con quelli di cotone, nella lavorazione di tappeti, coperte e raramente nell’abbigliamento di tipo rustico. Le qualità inferiori sono impiegate nei cordami o per tele da imballaggio. Poco ricercata nel mercato europeo, si sta tentando la sua introduzione in quanto è la più economica delle fibre vegetali, oltre che particolarmente adatta alle nuove filosofie green, essendo riciclabile e biodegradabile al 100%.

La pianta predilige i climi caldi e molto piovosi, per questo circa l’85% della produzione mondiale di juta è concentrata nel delta del Gange: i principali paesi produttori sono quindi Bangladesh e India, e in misura minore Cina, Thailandia, Birmania, Pakistan, Nepal e Bhutan. Esistono due varietà di questa pianta: specie olitorius (dai riflessi dorati) e specie capsularis (dai riflessi argentei).

Caratteristiche tessuto Juta

La Juta (sigla in etichettatura tessile JU) è altamente igroscopica, di colore bianco, giallognolo o bruno. Le fibre sono ruvide e tenaci e il filato risulta anch’esso ruvido, rigido e molto resistente. La juta si può lavorare all’uncinetto da sola o in mischia con altri filati per realizzare oggetti vari come borse, cinture, cappelli o tappeti. E’ la seconda fibra vegetale più importante dopo il cotone in termini di utilizzo, consumo globale, produzione e disponibilità; inoltre è la più economica fra le fibre vegetali.

Caratteristiche tecniche:

  • colore bianco, giallo o marrone;
  • aspetto grezzo e mano ruvida;
  • elevata igroscopicità;
  • elevato carico di rottura, bassa estensibilità e alta traspirabilità;
  • biodegradabile e riciclabile al 100%.

VISTA TATTO SUONO
opaco ruvido croccante
grezzo pesante
sfilaccioso

Vantaggi tessuto Juta:

  • biodegradabiltà;
  • riciclabilità;
  • economicità.

Svantaggi tessuto Juta:

  • non evidenziati.

Utilizzo tessuto Juta

La Juta può essere utilizzata per creare filati, tessuti, reti e sacchi. Utilizzata nel campo dell’abbigliamento per realizzare cinture, cappelli e borse; nel campo dell’arredamento viene usata per creare tappeti o rivestimenti di ambienti rustici. E’ una delle fibre naturali più versatili mai usate come materiale grezzo nei settori dell’imballaggio, del tessile, dell’edilizia e dell’agricoltura. La sua caratteristica biodegradabilità ha permesso la sua utilizzazione in nuovi campi, dove non sarebbe stato possibile usare materiali sintetici. Uno di questi settori di applicazione è la produzione di geotessili, tessuti grandi e robusti usati per proteggere il suolo dall’erosione per i quali la caratteristica di biodegradabilità è fondamentale.

 

Per poterla utilizzare nell’abbigliamento o nell’arredamento, le sue fibre devono essere miscelate con altre fibre tessili, come il nylon, la lana, il cotone, il polipropilene, il rayon, che ne migliorino le caratteristiche come l’ aspetto estetico, la vestibilità o versatilità. La tela di iuta più leggera e versatile è usata per la produzione di borse.

 
Innumerevoli sono le sue altre applicazioni possibili come tela di rinforzo: nel campo della tappezzeria, per la casa o per gli interni di auto e come materia prima per la produzione di spago.

Come si ricava la Juta

Il processo di estrazione della fibra è totalmente manuale, lungo e particolarmente importante ai fini della sua qualità. Si suddivide in 4 fasi.

Raccolta: le piante vengono raccolte a mano, tagliandole alla base con una falce vicino al suolo affinché le fibre raccolte siano più lunghe possibili. I fusti raccolti sono riuniti in fasci dopo aver tolto le foglie.

Macerazione: i fusti sono lasciati in acqua a macerare per circa 20 giorni. Con la macerazione i microrganismi separano le sostanze legnose e gommose dalla parte fibrosa del fusto. E’ un processo lungo che deve essere monitorato costantemente. Se le fibre vengono messe troppo poco a bagno sarà difficile separare le fibre dalle sostanze legnose rischiando di danneggiarle. Se la macerazione è eccessiva le fibre potrebbero essere attaccate esse stesse dai microrganismi, rovinandosi e indebolendosi.

Essiccazione e battitura: dopo la macerazione i fasci vengono fatti essiccare per eliminare l’umidità. In seguito si effettua la separazione manuale delle fibre con l’aiuto di mazze di legno (battitura).

Assemblaggio: le fibre ricavate vengono lavate, asciugate e assemblate in balle.

Come stampare su juta? Per stampare sulla juta occorre: carta da trasferimento, stampante, spray di finitura e ferro da stiro. Per creare la decalcomania create innanzitutto il disegno o la scritta al computer  e stampante sulla carta da trasferimento. Con l’ausilio del ferro da stiro trasferite la scritta sulla juta ricordando di inserire un panno per non stirare direttamente sulla carta per la stampa. Rimuovete la carta e una volta raffreddata la tela vaporizzate con una finitura spray, preferibilmente opaca.

Come riciclare la juta? La juta è un tessuto molto versatile ed ha un gusto rustic chic che oggi è molto in voga. Potete utilizzare vecchi sacchi in juta, molto belli quelli in cui trasportano il caffè perché hanno impresse delle scritte che renderanno ancora più particolare la vostra creazione. La juta è perfetta per realizzare piccoli accessori, borse shopper, porta vasi, etc. Per avere un’idea di cosa realizzare con la juta leggete anche Creazioni fai da te: tutorial cuore in juta per la mamma.

Come togliere l’odore della juta?  La juta ha un odore molto caratteristico che può dare fastidio. Se il cattivo odore non è molto forte potete provare ad eliminarlo semplicemente esponendo la tela all’aria. Se il cattivo odore rimane potete provare ad applicare del bicarbonato di sodio su tutta la superficie, lasciando agire il prodotto per un paio di giorni. Infine scuotete la stoffa o aspiratela per eliminare tutto il bicarbonato.

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Per saperne di più:

  • C’E’ TESSUTO E TESSUTO, Lampi di Stampa 2009, Elena Gandelli;
  • TECNOLOGIE APPLICATIVE AI MATERIALI E AI PROCESSI PRODUTTIVI: TESSILI, ABBIGLIAMENTO E MODA, prima edizione 2014 casa editrice San Marco Srl, Cosetta Grana.

 

Antonella Pal - Creativa e Blogger

Antonella Pal

Antonella Pal, creativa compulsiva e blogger. Lavora da anni nel campo dell’handmade e il suo motto è Craft Makes Life Better.

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