Oggi è Lunedì dell'Angelo e sarete sicuramente tutti intenti nei preparativi per festeggiare la vostra Pasquetta. Anche noi oggi festeggeremo fra cibo, amici, chiacchiere e scampagnate ma prima vogliamo presentarvi una creativa davvero eccezionale, perché La Rubrica del Lunedì non va in vacanza ;)

La creativa in questione è talentuosa come poche, eccentrica e con uno stile unico ed originale. Si chiama Francesca ed è una sarda dalla testa dura e dal cuore grande.

Conosciamola in questa bella intervista.


Ciao Francesca, presentati.

ritratto Coucouja

Che strepitosa occasione!

Tenendo conto della connivenza della forma scritta e insieme della proverbiale ritrosia opposta alla possibile pubblicazione di qualsivoglia riproduzione della cou.cou.jesca effigie, potrei sostenere di essere una giovane donna alta, bionda e procace, che percorre i sentieri della vita con passo deciso (complice la straordinaria dimestichezza con l’usuale tacco dodici) e nobile portamento.

Sembrerà strano, ma non è esattamente così...

Superata da un lustro e poco più la soglia degli “anta” (ma con la testa e con il cuore – non con il giro vita, però... ma questa è un’altra storia! – tenacemente e orgogliosamente ancorata agli “enti”), mostro con fierezza una accorciatissima chioma brizzolata, ormai rassegnata ad un decolleté da ballerina di danza classica. Rigurgitata dal mondo dell’editoria, conservo una passione viscerale verso i libri (tutti tutti). Incedendo stentatamente e goffamente (ma pure comodamente, ché non abbandono la scarpa bassa con suola gommata antiscivolo) verso un futuro un pelino incerto, ho scoperto di avere un mucchio di sogni, alcuni piccini, altri giganteschi, che, giurin giuretta croce sul cuore, intendo provare a realizzare. Eh, ma non da sola – ché sarebbe impresa troppo ardua per il mio metro e sessanta da sarda d.o.c. Un cou.cou.jo infinitamente paziente e pure lui attempatello, un cou.cou.junior che dalla madre ha ereditato una certa qual esasperante predisposizione alla chiacchiera: eccoli qua i Robin di una Batman armata di ago e filo!

Coucouja è il tuo brand. Da dove nasce questo curioso nome e cosa significa?

logo coucouja

Hai presente la Sardegna? No, non quella delle spiagge da sogno, del mare blu che più blu non ce n’è, delle rocce sagomate dalle onde, della sabbia morbida e piena di sole. Percorri le strade che portano nei monti (be’, non sono certo altezze da Dolomiti, le nostre, ma si tratta comunque di rilievi degni di tutto rispetto!), ascolta il be-beee delle pecorelle, stupisciti della maestosità dei nuraghi: ecco, lì abita cou.cou.ja. E lì senti ancora parlare una lingua antica che “cucuia” chiama la mandorlina non ancora matura. Durante i miei verdi anni, cou.cou.senior era solita vezzeggiare con quell’adorabile epiteto la logorroica frugoletta che ero.

Senonché, passando gli anni, è rimasta la voglia di coccole e il desiderio di celebrare passioni che scaldono il cuore. Così, distorcendo un poco la grafia (ma tu continua a leggere “cucuia”!), quel nomignolo tanto grazioso è diventato un acronimo che suona francese: cou.leurs, cou.ture e ja.poneserie.

Raccontaci il tuo approccio con ago e filo.

acciughe

Bottoni, fili colorati, ritaglietti di tessuto e forbici (quelle vere, eh, mica quelle con la punta arrotondata!): quando il cou.cou.jesco cicaleccio diventava insopportabile, la futura cou.cou.senior tentava (inutilmente) di tacitare la ciarliera rampolla condividendo con lei gli strumenti essenziali del taglia e cuci.

Cancellate con una passata di spugna di interessi tanto vari quanto distanti, relegate al ruolo di giochi da bimba, sembrava che quelle amene pratiche fossero finite nel novero dei ricordi del tempo che fu.

Ma poi, oramai otto anni fa, con voce stentorea e vagiti altisonanti cou.cou.baby ha festeggiato la sua venuta al mondo. E cou.cou.ja ha appreso che la spunta delle infinite gioie maternali poteva felicimente arricchirsi della voce “uso/abuso della prole nella pratica di sperimentazioni sartoriali”, tanto più esaltante quanto meno, specie in età neonatale, la cavia potesse opporre resistenza.

Bavaglini, copri-libretto pediatrico, quaderni prima infanzia; e poi sacchi nanna, completi culla, grembiulini: cou.cou.ja e la gavetta.

Ci parli delle tue creazioni?

creazioni coucouja

creazioni coucouja

creazioni coucouja

Cou.cou.ja. Carino, sì, ma piuttosto lunghetto come nome, no? Di’ “cou.cou”, fai prima. Epperò, quando si dice il caso, cou.cou è anche il cucù: eccolo qua il simbolo del brand! Eh, ma che fai, mi lasci il povero uccelletto senza un tetto sopra le piume? Così son nate le birdhouse, inizialmente mero oggetto déco, ora anche lampade che illuminano e disegnano: giochi di luce riflessi sulle pareti dalla luce che passa attraverso gli intagli del legno.

creazioni coucouja

E poi c’è il mare... proprio quel mare che da lassù, dalle vette dei monti, nei giorni in cui il cielo è terso e sembra a portata di dito, riesci a vedere anche se confuso in un’unica linea con l’orizzonte infinito.

E nel mare ci sono i pesci.

creazioni coucouja

È bastato partecipare ad un evento espositivo fissato il primo giorno di aprile per farsi sedurre dal fascino delle ricorrenze navigando a vele spiegate nell’oceano senza fondo delle associazioi d’idee. Et voilà, i cou.cou.ja’s fish: grandi, grandissimi o piccoli, piccolissimi, in scatola e no, appesi alle pareti (o al collo) o adagiati su letti, divani, tappeti, fauna atipica di case – e proprietari – dalla forte personalità.

Da dove trai ispirazione?

creazioni coucouja

Un batter di ciglia: tanto c’è voluto perché il cou.cou.baby di cui sopra si trasformasse in cou.cou.junior.

È allora che cou.cou.ja, guardando un pochetto più lontano, si è fatta prendere la mano con le distanze finendo fino all’Estremo Oriente, lì dove soffia una brezza leggera che racconta di fiori di pruno e rami di ciliegio, di motivi iconografici dalle antiche geometrie, di tessuti naturali dai colori naturali, di forme semplici di un’eleganza commovente.

È fatta: la passione per il Giappone riempie il cuore e la testa e la scoperta di tessuti dai motivi orientali ha il sapore di un eureka sognato da tempo.

Per le tue creazioni utilizzi tessuti molto ricercati. Come li scegli?

Ti rivelo un piccolo segreto.

Devi sapere che cou.cou.ja dispone di un cane da tartufo, anzi da tessuto, davvero straordinario: un segugio dal fiuto eccezionale capace di percorrere con infaticabile tenacia i meandri oscuri ed insidiosi del web a caccia di una traccia, spesso appena percepibile, ma vincente. Ha talento, il mio bracchetto, e parecchio buon gusto. E ha imparato a conoscere i miei desideri. Che soddisfa con infinita generosità in ogni sorta di ricorrenza: altro che oro, argento o sbrilluccichio di pietre preziose; cou.cou.jo, cou.cou.ja, la seduce con il fruscio di sfolgoranti tessuti che vengono da lontano... Eh, già, perché è lui, cou.cou.jo, il mio personale e talentuoso cane da cerca!

Cosa consiglieresti a chi vuole imparare a cucire?

creazioni coucouja

Semplicemente cucire! bene, benissimo o male, malissimo, che importa? Imbavagliare con doppio nodo la paura di sbagliare, anzi, sai che ti dico?, sbagliare pure di tanto in tanto, ché sbagliare fa bene alla vita. E lasciare che le idee, annunciate da un blup blup sotterraneo e confuso, vengano fuori con la potenza dirompente di un geyser, ché tanto loro, le idee, hanno uno straordinario senso dell’orientamento e, la strada, sono in grado di trovarla da sole.

Quali sono secondo te gli strumenti indispensabili per questo lavoro?

Pochi, ma di buona (meglio se di ottima) qualità. Non credo che sia indispensabile avere tutto tuttissimo fin da subito. Tanto più che all’inizio è tutto uno sperimentare, un andare e venire, un tornare indietro per poi correre avanti a perdifiato. E se poi scopri che il cucito, no, davvero non fa per te? dove la metti la macchina da cucire supermegastratecnologica che riesce perfino a cuocere senza scuocere il risotto alla milanese?

E, essenziale, imprescindibile, indispensabile, l’entusiasmo: tanto, troppo, da usare senza parsimonia.


Grazie mille a Francesca Cou.cou.ja per le sue belle parole e arrivederci al prossimo lunedì!

Se volete seguire il suo lavoro creativo la trovate qui  


 Se questa intervista vi ha ispirati e volete iniziare anche voi a cucire

trovate tutto il necessario su Panini Tessuti


 pal

Antonella Pal, creativa compulsiva e blogger. Lavora da anni nel campo dell’handmade e il suo motto è                                 Craft Makes Life Better.

Scopri subito il suo meraviglioso mondo nel  Blog di Pal