Dizionario dei Tessuti - T

Dizionario dei Tessuti – T

Nel Dizionario dei Tessuti sono raccolte le descrizioni di tutti i termini specifici utilizzati in ambito tessile e sartoriale.

T

Taffetà: tessuto di peso medio, su armatura tela, a struttura molto serrata, quindi quasi rigida, solitamente in seta. Veniva usato per fare sottovesti, mentre oggi indica anche un tessuto in fibre sintetiche adatto per foderami, tendaggi etc.

Tela: armatura fondamentale, la più semplice perché ogni filo di ordito si intreccia con ogni filo di  trama ad ogni incrociarsi. È quindi anche molto robusta e resistente; il diritto è uguale al rovescio e la superficie un po’ opaca. Le tele possono essere piene e compatte, ma anche aperte, rade, a seconda del risultato che si vuole ottenere. Viene fabbricata con qualsiasi fibra, ma l’impiego più diffuso è nella biancheria in lino o cotone e nei tessuti leggeri estivi.

Caratteristiche tecniche delle tele di cotone:
ES: Tela 20/24
Il primo numero esprime il Titolo del Filato sia in Ordito che in Trama(normalmente è lo stesso in
ordito e in trama, le tele si dice che sono quadre, se non diversamente specificato), Il secondo numero
indica i fili (di ordito) e le battute di trama.
Nel caso il titolo dei fili di ordito sia diverso da quello di trama, il filo di ordito è solitamente più sottile
più bello. Si dice che una tela è un doppio ritorto quando è composta da fili ritorti sia in ordito che in trama.

Tela Aida: tessuto dalla trama regolare usato soprattutto per il ricamo a punto croce.

Telaio: macchina costituita da un complesso di organi ciascuno dei quali concorre alla formazione dell’intreccio di un tessuto.

Tenacità: i filati ad Alta Tenacità hanno una tenacità espressa cN/tex (centinewton per tex) superiore a determinati cN/tex diversi a seconda del tipo di filato (materiale).

Tende: tessuti da applicare sulle finestre per oscurare la luce del sole. Fungono anche da complemento d’arredo. Ne esistono tipi differenti.

  • Stuoia: tende formate da listelli di legno uniti da fili di cotone. Si arrotolano per mezzo di corde e carrucole.
  • A rullo: dal tessuto leggero e di medio peso, queste tende hanno un rullo in legno o resina sul quale si avvolge il tessuto, azionato da un meccanismo a molla.
  • A pacchetto, che può essere
    – rigido: tale tenda risulterà simile a quella a rullo, ma una volta alzata si noteranno pieghe orizzontali
    e piatte, ottenute cucendo, ad intervalli regolari, fettucce in cui verranno inserite bacchette
    in legno.
    – morbido: anch’esse ben tese, una volta abbassate, si raccolgono, alzate, in ampie e morbide pieghe
    orizzontali.
  • A lamelle: formate da strisce di tessuto, di larghezza tra i 9 e i 13 cm., rinforzato e di solito a grossa trama.
  • Plissettate: caratterizzate da carta speciale o tessuto pieghettato. Si muovono tramite cordicelle posizionate in fori verticali.
  • Veneziana: confezionate su misura e prodotte in diversi colori, sono per lo più in lega di alluminio e plastica.

Tessuti a fili rettilinei (o anche lisci, uniti o ad armatura): sono costituiti dall’intreccio di due elementi fondamentali ordito e trama che si incrociano in senso ortogonale secondo una prefissata armatura.

Tessuti a fili rettilinei diagonali (detti a TRECCIA) costituiti da una sola serie di fili di ordito, che si intrecciano in senso obliquo anziché ortogonale con armatura a tela.

Termoadesivo: tessuto di rinforzo, in cotone o fibre artificiali che presenta da un lato una resina
distribuita uniformemente e che, fondendo per effetto del calore del ferro da stiro o di una pressa, viene
applicato sui tessuti per rinforzarli o conferirgli corpo.

Tessitura: intreccio di due serie di fili, una forma l’ordito, l’altra la trama secondo il disegno di armatura prestabilito.

Tessuto: manufatto ottenuto mediante l’intreccio di numerosi fili di ordito e di trama.

Testurizzazione: procedimento termomeccanico di arricciatura delle fibre sintetiche eseguito  allo scopo di renderle elastiche e voluminose in modo che i tessuti con esse prodotti acquistino caratteristiche di coibenza, morbidezza, resilienza, minore tendenza a formare peli ecc.

Testurizzato: filato artificiale o sintetico a bava continua cui sono state conferite arricciature e ondulazioni simili a quelle delle fibre naturali, per renderlo elastico e voluminoso.

Tintura: operazione che serve a colorare e può essere eseguita in vari momenti del ciclo di lavorazione, quando cioè le fibre sono in stato di fiocco, di tops, di filato, di tessuto, e per la maglieria anche a capo finito.

Titolo: numero o che rappresenta il rapporto fra la lunghezza e il peso di un filato. Esprime la grossezza o il diametro del filato. Grandezza che definisce il grado di finezza espressa in base ai parametri lunghezza e peso. Ad esempio il filo che ha titolo 40 (T40) è più sottile del filo che ha titolo 36 (T36).

Con il sistema di Titolazione INDIRETTO (per fibre animali e vegetali) il titolo dei filati è ricavato dal rapporto fra una lunghezza (variabile) e un peso (fisso). Quanto più è alto il numero che esprime il titolo quanto più è elevata la finezza del filato. Il Titolo Metrico (indiretto) assume come unità di lunghezza la matassa di 1000 metri e come unità di peso il chilogrammo. Se per esempio si ha un n° di matasse della lunghezza di 25.000 m. e del peso di 1 kg., il filato ha il titolo metrico 25.

Con il sistema di Titolazione DIRETTO (o ponderale) impiegato per la seta e per tutte le fibre artificiali e sintetiche, l’unità di lunghezza (fissa) è una matassa di 450 mt., l’unità di peso (variabile) è il “denaro” pari a gr. 0,05 e si ha il Titolo in Denari. Quanto più basso è il titolo, tanto più è elevata è la finezza del filato. Ad esempio  se una matassa di seta di 450mt. pesa 0,15 gr. il filato ha titolo di 3 denari. Dal 1965 è in corso di adozione un sistema unificato di titolazione, secondo la quale il titolo viene espresso in tex (grammo-peso e lunghezza di 1.000 mt.) da cui deriva il multiplo kilotex (1000  tex) e il millitex ( 0,001 tex).

Torsione: nell’industria tessile nel produrre un filato di qualsiasi tipo e qualunque sia il suo impiego, uno dei più importanti requisiti è la torsione appropriata e ben bilanciata. La torsione è l’avvolgimento a spirale delle fibre che costituiscono un filato, nel caso esso sia a capo singolo, oppure degli elementi componenti se è ritorto. Un filato normale, senza una torsione non può essere controllato durante la lavorazione. I singoli capi si separerebbero e si sfilaccerebbero fino a rompersi.

Traforati: dicesi di tutti i tessuti ad armatura molto aperta, che presentano quasi dei larghi fori.

Trama: l’insieme dei fili che nei tessuti tradizionali corrono perpendicolarmente a quelli dell’ordito
intrecciandosi con loro e formano l’altezza della stoffa. Sono di solito meno ritorti e meno forti (tenaci)
di quelli dell’ordito.

Trapuntatura: nei complementi per il letto, le principali tipologie di lavorazione per le trapuntature sono, sia per letti singoli che matrimoniali: piumone a forma di sacco di tipo nordico (con le piume libere di disporsi nel tessuto), piumone con impunture o divisioni interne per mantenere omogeneo il contenuto in piuma in ogni sua parte (Karo-step), piumone a canali sfilabili, copriletto con trapuntatura a quadrotti, cassettoni o altro disegno, in numero variabile. È molto importante la cura della cucitura e l’inserimento di fettucce o nastrature al fine di  mantenere nel tempo l’assetto e non creare zone “vuote” di tepore. Allo stesso modo il tessuto che costituisce l’involucro del prodotto imbottito deve soddisfare numerose esigenze. Innanzitutto deve essere a tenuta di piuma, ma deve nello stesso tempo garantire permeabilità all’aria. I tessuti devono avere quindi una costruzione in trama e ordito molto fitta e serrata, affinché nemmeno le piume più piccole possano fuoriuscire. Anche la trapuntatura e il finissaggio devono contribuire a rendere al meglio le caratteristiche dell’imbottitura. Per la lavorazione di questi tessuti vengono utilizzati i migliori filati di cotone, quelli ottenuti a partire da varietà a fibra lunga. Tale materiale viene scelto in virtù delle sue caratteristiche: igroscopicità, resistenza, stabilità in acqua e nelle soluzioni alcaline di lavaggio, capacità di sopportare lavaggi ripetuti, etc. Questi tessuti sono i più utilizzati soprattutto nei settori dell’arredamento e degli accessori per il letto, mentre per i capi di abbigliamento si aggiungono anche funzioni diverse oltre
quelle di protezione termica e comfort (basti pensare ad esempio a fattori di impermeabilizzazione,
leggerezza etc.)

Trina: tessuto a ricamo trasparente usato per rifinire biancheria o altri indumenti.

Tricot: parola francese che significa maglia.

Tulle: nome derivato dalla città francese di Tulle. Si tratta di una rete molto fine, leggerissima solitamente apprettata, caratterizzata da fori esagonali, prende il nome dalla città francese Tulle dove venne prodotto per primo industrialmente. Può essere di seta, di cotone, o di fibre artificiali e sintetiche. In ambito tessile è usata per velette, guarnizioni, abiti da sposa.

Tweed: esistono vari tipi che prendono il nome della zona di cui sono originari. L’HARRIS è fatto ancora esclusivamente con telai a mano. Il DONEGAL TWEED deriva dalla città irlandese dove ha cominciato ad essere tessuto ed è una delle varianti più diffuse: ha “bottoni” di lana di colore contrastante rispetto ai fili di trama e ordito, che formano un effetto tipico. Il filato è cardato, la mano è pungente ed è molto ruvido.


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