Dizionario dei tessuti - Lettera M

Dizionario dei Tessuti – M

Nel Dizionario dei Tessuti potete trovare la descrizione di tutti i termini specifici utilizzati in ambito tessile e sartoriale.

M

Maco’ – Mako’ : termine che indica un cotone finissimo a fibra lunga. Qualità di cotone egiziano di grande pregio.

Macramé: trina conclusa con una frangia annodata simile al pizzo a tombolo da applicare ad asciugamani e copriletto. Usato negli anni sessanta anche nell’abbigliamento come rifinitura per abiti e top.

Madapolam: tela 100% cotone, 30/30, 30/30; peso 140/150gr/mq.

Madras: tessuto originari dell’India fabbricato su telai a mano nell’omonima città indiana. Leggero, di cotone molto fine e trasparente come un velo. Quello maggiormente conosciuto oggi è usato in abbigliamento per camiceria, abiti femminili e giacche estive; è un tessuto di cotone con disegni a righe e a quadri realizzato con filati molto colorati.

Maglie: nel liccio contengono i fori in cui passano i fili.

Mano: termine tecnico col quale si indica la sensazione tattile che si riceve toccando tessuti e filati. Si può quindi parlare di “mano” morbida, soffice, secca, dura, rigida, dolce, gonfia, voluminosa, scattante, ruvida, molle, sostenuta, etc.

Marezzato: tessuto monocolore di seta, cotone o raion con la superficie a effetto ondulato e solcato come le striature del marmo. Viene prodotto mediante pressatura del tessuto tra due cilindri metallici che appiattiscono alcuni fili lasciando intatti gli altri.

Matelassé: tessuto di seta, cotone, raion o altre fibre sintetiche con superficie a rilievi imbottiti e disegni tipo damasco. L’effetto si ottiene su tessuti doppi usando armature diverse, opportunamente intrecciate fra di loro.

Melange: insieme di filati di diverso colore le cui fibre sono state mescolate prima della filatura, cioè allo stato di fiocco, per dare un effetto fuso e sfumato.

Mercerizzato: tessuto o filato di cotone sottoposto al trattamento di mercerizzazione che diventa più lucente e resistente. II processo, ideato dal chimico John Mercer (da cui trae il nome), consiste nel trattare il filato o il tessuto con una soluzione di soda caustica.

Mercerizzazione: trattamento chimico di finissaggio praticato sui filati e sui tessuti di cotone per conferire loro una lucentezza serica. Consiste nell’immergere i filati in matassa, sotto tensione, e i tessuti, in un bagno contenente soda caustica diluita; sia i filati sia i tessuti vengono poi lavati e asciugati.

Merino: razza di pecore spagnola dalla quale si ricava una lana finissima e pregiata. Tessuto leggero spinato a due diritti realizzato con lane di qualità fine e finissima.

Merletto:  velo o tessuto a punti radi, o a nodi, o a intrecci usato di solito come ornamento negli indumenti femminili, soprattutto nella biancheria.

Messa in carta: trascrizione su carta degli schemi delle armature, è un disegno a quadretti bianchi e neri.

Microfibra: le microfibre possono essere ottenute sia attraverso l’elaborazione di fibre sintetiche, sia attraverso l’elaborazione di fibre artificiali. I tessuti in microfibra sono un prodotto dell’alta tecnologia. La loro caratteristica è il diametro della singola fibra inferiore a 6/7 micron; questo le rende adatte a proteggere dagli agenti atmosferici e dal freddo. La leggerezza è un’altra caratteristica di queste nuove stoffe ipertecnologiche. Pur avendo una trama estremamente fitta grazie ad una membrana microporosa questi tessuti assicurano un’ottima traspirazione.

Micron: misura usata in campo tessile per la determinazione del diametro delle fibre. Corrisponde a 1/1000 di millimetro. Lo si determina con due sistemi: microscopio a proiezione (detto anche lanametro) e air-flow.

Modal: fibra ottenuta con le stesse modalità della viscosa, ma anziché nella forma di filo continuo nella forma di fiocco. Denominazione per fibre di cellulosa rigenerate, con caratteristiche simili al cotone. Le fibre sono particolarmente uniformi e godono di una maggiore resistenza allo strappo rispetto al cotone. Si definiscono Modal unicamente quelle fibre di cellulosa modificate che sotto carico mostrano una bassa dilatazione. Offre molti vantaggi, soprattutto se mista col cotone. E’ una fibra naturale prodotta dal legno di faggio che cade bene, gode di una lucentezza simile alla seta e di un’eccezionale tingibilità. I tessuti di misto cotone/modal mantengono la loro forma ed elasticità anche dopo molti lavaggi, sono di facile manutenzione e conservano a lungo colori brillanti. La lavorazione varia a seconda degli specifici impieghi a cui il tessuto è destinato. Viene impiegato nei filati per camiceria, abbigliamento sportivo, biancheria intima e biancheria per la casa. La sua principale caratteristica è la lucentezza.

Mohair: pelo soffice e lucente della capra d’angora caratteristico per la sua morbidezza e sericità. Allevata da oltre 2000 anni in Turchia, oggi si trova soprattutto in Sud Africa e nel Texas. La fibra più pregiata proviene dal Kid Mohair (da cui trae il nome), il capretto di un anno dal pelo liscio, lucido e vaporoso. Viene utilizzato per filati pettinati e in maglieria miscelato a lana e fibra poliammidica.

Moleskin: tipo di tessuto di fustagno.

Musa textilis: detta àbaca o abacà o abakà è una pianta della famiglia delle Musaceae che produce fibre tessili chiamate Manila.

Mouliné: filato ottenuto dall’accoppiamento di due fili di colore diverso.

Mussola: tessuto leggero e morbido, quasi trasparente, di seta, cotone o lana, fabbricato originariamente a Mossul, città dell’Iraq dalla quale prende il nome. Trova largo impiego in tutto l’abbigliamento.

Mussolina: mussola più leggera. Mussolina e “pelle d’uovo” sono sinonimi usati per indicare varianti più leggere della stessa mussola.

 

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